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Da fotografo, videomaker o direttore della fotografia, ti piacerebbe avere un illuminatore spesso come un foglio di carta, senza cavi, tagliato della forma che vuoi ed adesivo in modo da poterlo applicare a qualsiasi superficie?

Se la risposta è si allora sarai d’accoro con me che Rohinni potebbe davvero rivoluzionare il mondo dell’illuminazione fotografica (e cinematografica) nel futuro.

Avevo avuto l’occasione di vedere una tecnologia simile circa 5 anni fa in un’azienda che si occupa di illuminzione fotografica, si trattava di una sorta di carta, piuttosto spessa, ma flessibile, che alimentata da una carica elettrica grazie ad un processo elettrochimico emetteva luce. Il problema di quel prototipo era che necessitava di una discreta corrente elettrica, aveva bisogno di un grosso alimentatore, non era sagomabile ed essendo elettrochimica aveva una pessima dominante verde ed un ancor pessimo CRI. Le premesse per l’uso fotografico erano ottime,ma all’atto pratico nessun fotografo avrebbe potuto utilizzarla in fase produttiva.

Pochi anni dopo l’azienda Rohinni ha inventato un modo per crare una carta luminosa che risolve i difetti del prototipo che avevo visto anni addietro. Lightpaper, così si chiama il loro prodotto, è una tecnologia che permette di stampare dei microscopici led su una qualsiasi superficie con un processo molto simile alla stampa a getto d’inchiostro delle comuni stampanti casalinghe.

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“Lightpaper è una superficie di luce con tali infinte applicazioni che nemmeno noi siamo riusciti ad elencarle tutte” dice il CEO di Rohinni Nick Smoot, “l’unica cosa di cui siamo certi è che abbiamo creato un modo innovativo di creare luce“.

Il processo produttivo prevede di mixare dei diodi delle dimensioni di un globulo rosso con dell’inchiostro per stampa trasparente, stamparli su una superficie di supporto e quindi sigillare tutto con due strati conduttivi. Quando la corrente viene fatta passare negli strati conduttivi i led si accendono.

La promessa di illuminatori di dimensioni ridottissime era nata con i sistemi OLED, ma Lightpaper ha uno spessore molto più ridotto rispetto ai sistemi OLED attuali, ha un prezzo infinitamente più basso e necessita di meno corrente.

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Se a questo aggiungiamo la tecnologia del “magnetically coupled wireless power transmission“, ovvero la trasmissione i corrente elettrica senza cavi, possiamo pensare a quale rivoluzione nel mondo dell’illuminazione potremmo vivere in un futuro prossimo.

Gli utilizzi saranno i più svariati, dalla creazione di adesivi luminosi, l’illuminazione di interni, l’automotive, i display elettronici ed il limite è solo la fantasia delle aziende che vorranno sperimentare questa tecnologia.

Ulteriore prerogativa di Lightpaper è che vi sarà la possibilità di stampare le superfici conduttive in modo da renderle programmabili. Questo significa che si potranno creare disegni ed animazioni sulla superficie luminosa, cambiarne l’intensità al volo o fare sfumature variando l’intensità luminosa “a zone” e dinamicamente.

Rohinni assicura che c’è già un folto gruppo di aziende partner che nella prima metà del 2015, quando Lightpaper sarà pronta per essere commercializzata, presenteranno una serie di prodotti all’avanguardia che sfruttano la tecnologia.

 E per noi fotografi e direttori della fotografia? Beh, se la potenza luminosa lo permetterà (cosa che Rohinni assicura) allora si apriranno nuove strade e tecniche di illuminazione. Sorgenti di dimensioni ridottissime, assolutamente malleabili ed adattabili, di qualsiasi forma, con la possibilità di essere “dimmerate a zone” ed eventualmente alimentate senza cavi.  Wow!

#fotografia #cinema #tecnologia #illuminotecnica


02 April 2016 - by Dario Corno




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