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News sul fronte dell'editing: Adobe annuncia interessanti novità per la sua suite Creative Cloud, riguardanti Premiere e le applicazioni ad esso strettamente legate.

introduttiva

Abbiamo passato le news al microscopio per cercare di capire nel dettaglio quali saranno le feature davvero utili e interessanti da un punto di vista professionale.

La prima novità è la consueta infornata di nuovi formati supportati, che ora arrivano fino a 8K. Bene, ci piace avere un sacco di pixel con cui massacrare le nostre schede video.

Il lato davvero buono, però, è che per gestire questi formati decisamente pesanti Premiere disporrà finalmente di un nuovo flusso di lavoro proxy mode. Era ora! La gestione dei proxy era davvero arcaica, inutilmente macchinosa e anti-intuitiva: ora col nuovo sistema basterà una spunta ad una casella per passare dalla full quality ai proxy, così come possono fare gli utenti Final Cut Pro X già da un po' e come possono fare gli utenti Edius da diversi anni.

Se analizziamo la nuova schermata di ingest vediamo che è anche possibile specificare il formato dei proxy e la cartella in cui crearli.

proxy

Dopodichè, il flusso di lavoro sarà automatico e sarà anche possibile editare mentre il sistema genera i proxy in background (se avete una macchina abbastanza performante; altrimenti lasciate il computer a lavorare ed è coffee break).

Novità anche sul fronte del color grading: il modulo Lumetri Color, la vera rivoluzione della CC 2015, incorpora alcune novità utili: un color picker per il bianco, tanto semplice quanto utile per la primary correction, e nuovi selettori per l'identificazione di aree in base a intervalli HSL, per la secondary: qualcosa di molto simile a quanto disponibile su Blackmagic DaVinci Resolve, da cui evidentemente Adobe pesca a piene mani (e fa benissimo) riproponendo poi le stesse funzioni, migliorate. Va detto che Blackmagic fa la stessa cosa sul fronte editing: una “corsa agli armamenti” tra le due software house che non può che farci piacere.

Sembra esserci anche un filtro denoiser integrato direttamente in Lumetri Color: vedremo se sarà sufficiente a mandare in pensione il plug-in Neat Video, al momento ancora un mai-più-senza irrinunciabile.

denoise

Per quanto riguarda invece il lavoro di trimming in timeline, dovrebbero essere disponibili alcuni potenziamenti riguardanti soprattutto la possibilità di apportare modifiche a più clip contemporaneamente: ottimo, fa sempre comodo.

Una nuova funzione sarà disponibile per la realtà virtuale e i video girati con camere a 360°: VR Video, una feature avveniristica quanto misteriosa, tutta da provare, che dovrebbe consentire di simulare il comportamento di un video 360° direttamente nella finestra di program.

Annunciati miglioramenti sparsi anche per le altre app della suite: After Effects dovrebbe godere di una migliorata accelerazione hardware e in generale di un'ottimizzazione dell'ambiente di lavoro, oltre che dell'integrazione diretta con Cinema 4D. Character Animator invece promette una migliore integrazione dei puppett con l'ambiente in cui vengono inseriti.

Veniamo all'audio, dove le novità non sembrano interessare tanto i professionisti... dell'audio, quanto più quelli del video, che ora avranno a disposizione tools più semplici ed intuitivi, che non richiedono conoscenze avanzate dell'argomento. “Puoi ottenere facilmente risultati eccezionali anche senza esserti mai occupato prima di editing audio”: bello, ma non ci crediamo troppo. Difficile che mettere una spunta su “Repair Sound” finisca davvero per sistemare una registrazione con problemi. Utile comunque per chi non può appoggiarsi ad un buon fonico ma è obbligato a fare da sè.

repair_sound

Migliorata ancora la già potente integrazione con Adobe Media Encoder, che ora può gestire le conversioni direttamente dall'interfaccia di ingest di Premiere, mentre su quest'ultimo si può continuare a lavorare. La stessa integrazione ora è stata estesa anche ad Audition: si può dunque mixare l'audio su Audition e poi usare Media Encoder per renderizzare il mixdown.

Lo stesso Media Encoder godrà di nuove feature interne, soprattutto di un nuovo pannello Media Browser identico a quello di Premiere, molto utile per evitare errori di selezione sorgente.

E' anche possibile impostare i dati dei propri account sui social network, per renderizzare il video e poi trovarselo automaticamente postato su YouTube, Vimeo o Twitter.

Adobe chiude mettendo ancora una volta l'accento sull'integrazione cloud, aspetto su cui evidentemente la software house di San Jose continua a puntare molto (probabilmente anche in ottica anti-pirateria): Creative Sync e Stock consentono di accedere a un archivio di footage disponibile su tutte le macchine connesse all'account, compresi cellulari e tablet con l'app dedicata. Una feature che ai professionisti probabilmente interessa meno.

In generale, una succulenta infornata di novità. Disponibilità annunciata per l'inizio dell'estate: aspettiamo fiduciosi.

#adobe #creative #cloud #premiere


27 April 2016 - by Alessandro Righetti




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