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La silhouette è uno degli strumenti più potenti ed utilizzati da registi e direttori della fotografia, ma le sue origini vanno cercate indietro nel tempo fino alla dinastia Han in Cina (circa 200 AC) con il teatro delle ombre. Questo antico modo di raccontare storie ha catturato l'attenzione del pubblico per secoli ormai.

Molte sequenze leggendarie del cinema si basano proprio sull'utilizzo della silhouette come espediente visivo e narrativo, creando una sensazione di suspance, isolamento, mistero o una visione romantica ed eroica del mondo.

Le silhouettes di Alfred Hitchcock.

Probabilmente l'uso più conosciuto delle silhouette è quello dei film noir degli anni '40 e '50. Il termine "film noir" si traduce letteralmente come film nero o film oscuro. Molte di queste pellicole si ispirano al periodo espressionista tedesco che va dagli anni 10 ai 30, quando il cinema muto tedesco era ancora molto avanti rispetto alla controparte hollywoodiana.

Il Babelberg's Studio è un teatro di posa poco fuori Berlino che ha visto susseguirsi produzioni e registi che hanno fatto la storia del cinema, come Fritz Lang ed il suo Metropolis. Nel 1924 lo studio Babelsberg collabora con una casa di produzione inglese per le riprese del film The Blackguard, come assistente di produzione viene inviato un certo Alfred Hitchcock.

"sono stato molto influenzato dal mio lavoro a Berlino" disse poi Hitchcock in seguito.

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L'espressionismo tedesco ha dunque influenzato tutta la carriera cinematografica del regista, il quale si è poi guadagnato il titolo di "Maestro della Suspance" proprio grazie al suo stile ed al suo frequente uso delle silhouette. Di frequente Hitchcock utilizzava la silhouette per indirizzare l'attenzione del pubblico su un pericolo imminente. Nel film "Il Sospetto " del  1941, famoso per l'escamotage della luce nel bicchiere di latte, il regista introduce il suddetto elemento facendolo portare dall'attore Cary Grant, il quale viene presentato proprio in totale silhouette.

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L'utilizzo della silhouette in questa scena induce il pubblico a credere che Cary Grant sia una minaccia, e nello steso tempo permette di concentrare l'attenzione sul bicchiere di latte, spingendo lo spettatore a domandarsi se esso sia avvelenato o no. Questa scena taglia su una scena in cui l'attore istiga ripetutamente la sua controparte Joan Fontaine a bere dal bicchiere. Se la scena appena precedente non avesse sfruttato la silhouette, la sensazione di pericolo e di suspance sarebbe stata inesorabilmente più debole.

Questa silhouette in particolare, con un uomo misterioso che sale le scale con aspetto minaccioso è un palese omaggio al famosissimo film tedesco "Nosferatu" del 1922, che raffigura un raccapriccante conte Orlok mentre sale le scale.

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Ma non si può parlare dell'uso delle silhouette di Hitchcock senza citare quella che forse è la sua sequenza più famosa, l'omicidio nella doccia di Psyco . Scena nel quale l'assassino viene rappresentato esclusivamente in silhouette, rendendo impossibile per il pubblico riconoscerne l'identità. 

La scena della doccia fu interamente "storyboardata" da Saul Bass, il quale seguì fedelmente le indicazioni trovate sulla sceneggiatura, che dicevano "...la sensazione di un coltello che colpsice ripetutamente, come a lacerare lo schermo, strappando la pellicola stessa del film".

 

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Le silhouette stranianti di Roger Deakins

Ed arriviamo al mio direttore della fotografia preferito, Roger Deakins, il quale potrebbe tenere un corso interamente dedicato al suo utilizzo della silhouette. Praticamente tutti film che ha fotografato contengono almeno una silhouette e sul suo utilizzo Deakins è particolarmente sincero :

"Quasi tutte le mie scelte stilistiche e tecniche nascono istintivamente, quindi non potrei darvi una spiegazione razionale del perchè abbia utilizzato una silhouette. Ovviamente nasce tutto dalle sensazioni che mi da una sceneggiatura, ma una silhouette può essere usata per un momento romantico come per una situazione più sinistra", afferma.

Le decisioni che spingono a scegliere un look al posto di un altro nascono sempre dalla situazione del personaggio inquadrato, quasi sempre le silhouette di Deakins nascono da una sensazione di isolamento o distacco. Deakins ha un rapporto particolare e ricorrente col tema dell'isolamento e del distacco, le sue inquadrature più "potenti" sono studiate per guidare il pubblico verso sensazioni simili.

"una silhouette molto spesso singifica isolamento o pericolo. Il contesto è la chiave per scegliere" - R. Deakins

Isolamento però non significa necessariamente solitudine, può riferirsi anche ad uno stato mentale o la sensazione di essere ormai perduti. Notate come nel frame seguente, tratto da Jarhead , il soldato non è solo nel frame, ma è l'unico distaccato dai compagni e dalla scena, a ricreare una sensazione di straniamento.

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Deakins ha ricreato un'inquadratura simile per il suo film Sicario , anche se in questo caso il pubblico si immedesima con la protagonista Emily Blunt ed il suo essere isolata e messa da parte rispetto al resto del gruppo di cui fa parte. Il personaggio della Blunt prende parte ad un'operazione della narcotici contro un cartello della droga messicano, i suoi compagni di squadra per tutta la pellicola dimostrano palesemente che non è la benvenuta.

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Le silhouettes romantiche di Spielberg

Il regista Steven Spielberg ha un approcio differente all'uso delle silhouette. Spesso sfrutta la silhouette per evidenziare il contesto ed immergervi il soggetto. Come nel caso di Indiana Jones E I Predatori Dell'Arca Perduta , quando vediamo l'archeologo stagliarsi contro un tramonto di un sole cocente nel deserto, sotto la quale si sta lavorando alacremente alla ricerca del pozzo delle anime.

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Ma l'immersione dei personaggi con l'uso della silhouette non vale solo per una situazione o una dichiarazione geografica della scena. Spielberg utilizza la silhouette anche per correlare i personaggi a simboli che sono un clichè dell'immaginario comune e trarre da essi vantaggio. Come nel caso della famosissima inquadratura di E.T. - L'Extra-Terrestre . nella quale vediamo i due personaggi stagliarsi di fronte ad una luna piena, classico simbolo romantico, che ci aiuta a rafforzare il legame tra E.T. ed Elliot.

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Il mood magico che ne deriva è talmente iconico e potente che Spielberg deciderà poi di farlo diventare il logo stesso della Amblin Entertainment, la sua casa di produzione.

Il sapiente utilizzo che fanno i grandi registi della silhouette, ci mostra come questa tecnica trascenda la storia e riesca ad evocare in modo inconscio ed immediato precise sensazioni. Alcune delle più famose silhouettes sono diventata un simbolo iconico del cinema moderno, dimostrando come una silhouette non solo possa impostare un mood, ma influenzare la stessa iconografia del cinema.

 

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#fotografia #silhouette #cinematography


05 April 2016 - by Dario Corno




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